Obiezione di coscienza e bando della Regione Lazio.

Come donna e come consigliere dellai??i??Emilia-Romagna voglio esprimere apprezzamento per la decisione del Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti di procedere, tramite apposito bando, alla selezione di due medici ginecologi dedicati allai??i??attuazione della legge 194 allai??i??ospedale San Camillo-Forlanini di Roma.
A? evidente che si tratta di una decisione inusuale, ma non comprendo come essa possa essere considerata lesiva di alcun diritto della pratica medica. La legge 194 contiene due principi sacrosanti: quello delle donne di interrompere volontariamente una gravidanza se sussistono precise condizioni e quello dei medici e del personale ausiliario di ricorrere allai??i??obiezione di coscienza. Entrambi questi diritti vanno tutelati e garantiti.
In Italia, perA?, oggi non A? cosAi??. Ce lo dicono i numeri: 70% degli ostetrici-ginecologi e poco meno del 50% degli anestesisti A? obiettore. CiA? significa che in alcune aree dai??i??Italia una donna che decide di esercitare il proprio diritto trova difficoltAi?? enormi ad essere assistita; in molte strutture sanitarie diventa addirittura impossibile.
La Regione Lazio ha scelto di tutelare le donne affinchAi?? possano scegliere e agire secondo un diritto riconosciuto per legge e facendo riferimento a strutture sanitarie pubbliche, in completa sicurezza.
In Emilia-Romagna gli ultimi dati sullai??i??obiezione di coscienza si discostano significativamente da quelli nazionali: nel 2015 gli obiettori erano il 53,1% tra i ginecologi e 32,5% tra gli anestesisti. Tuttavia tra le diverse aziende sanitarie locali e ospedaliero-universitarie si registra una grandissima variabilitAi??.
Ecco perchAi?? qualora se ne ravvedesse la necessitAi?? e qualora non si individuassero soluzioni alternative, penso che anche nelle nostre strutture nessuna azione dovrebbe risultare intentata per garantire tutte le tutele e tutti i diritti previsti dalla legge 194.

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